Chi siamo
L’associazione “C.I.A.O. …un ponte tra carcere, famiglia e territorio” è una associazione di volontariato costituitasi nel 1995 per iniziativa e forte volontà di alcune persone che, già volontarie nel carcere di Opera, desideravano estendere la loro attività al di fuori di quelle mura.
La sua azione, di fatto già operativa dal 1992, si svolge infatti sul territorio, a favore di detenuti, ex detenuti e delle loro famiglie.
All’interno del carcere i volontari svolgono attività di ascolto e sostegno morale, fanno catechesi e rispondono alle necessità materiali acquistando per i più indigenti elementi di prima necessità.
All’esterno i volontari aiutano e sostengono moralmente e, laddove possibile, economicamente le famiglie, collaborando con i Servizi Sociali e le Istituzioni Pubbliche.
In questi anni, sono state promosse attività culturali (insegnamento, collaborazione nella stesura di un testo di poesie) e attività manuali (laboratorio di ricamo e maglieria, biglietti augurali): tutte piccole opportunità per dare un senso al tempo, quello della detenzione, che sembra non scorrere mai.
Uno dei problemi primari che i volontari hanno dovuto sempre affrontare nel loro impegno con i detenuti è quello della reintegrazione sociale e lavorativa, e la necessità, per chi non ha una famiglia che lo possa o voglia accogliere, di avere una casa.
La grande sfida, pertanto, che la associazione ha accolto e si è trovata a vivere a pochi anni dalla sua costituzione è stata quella di provare ad aprire una casa di prima accoglienza, sostenuti anche da una sensibilità politica che aveva iniziato a svilupparsi in quegli anni.
Infatti, il Protocollo di intesa tra il Ministero di Giustizia e la Regione Lombardia, che ha trovato espressione nel Decreto di Esecuzione 1999, sosteneva, tra l’altro che “si incentivano la creazione di micro-strutture sul territorio lombardo, ….in grado di rispondere ai bisogni prevalenti collegati all’alloggio e al lavoro e la promozione di iniziative messe a supportare lo sforzo riabilitativo e di reinserimento dei soggetti in esecuzione di pena all’esterno”.
Nel 2000 sono state, pertanto, aperte le prime due case di accoglienza in zona Porta Genova a Milano, alle quali si sono aggiunti, nel 2003, altri tre alloggi, all’interno della Casa della gioventù di proprietà della Parrocchia SS. Quattro Evangelisti.
Accogliere non vuol dire solo dare ospitalità, ma “accompagnare” la persona a riappropriarsi progressivamente del territorio, ad instaurare relazioni sociali positive, a coltivare la legalità in ogni ambito a cominciare da quello lavorativo.
Ogni anno, inoltre, si festeggia la “Giornata del C.I.A.O.“, tradizionale appuntamento di sensibilizzazione che coinvolge la comunità tutta nell’accoglienza e nell’ascolto. In questa occasione sono state proposte diverse iniziative: convegni su tematiche specifiche del penitenziario, con la partecipazione e la testimonianza di persone rappresentative del settore; mostre mercato di oggetti realizzati da detenuti e detenute; rappresentazione teatrale realizzata da detenuti. Nel corso delle messe che vengono celebrate in quella giornata detenuti e volontari comunicano la loro esperienza.
